La medicalizzazione dell’evento nascita sta prendendo sempre più piede. Il rapporto annuale sull’attività di ricovero ospedaliero indica che quasi la totalità delle donne sovra utilizza le prestazioni diagnostiche anche quando la gravidanza viene definita fisiologica. Un’altra area critica è la carenza di informazioni e conoscenze tra le donne che molto spesso sono escluse dai processi decisionali, essenziali invece per diminuire le pratiche invasive. Un altro dato preoccupante è il continuo aumento dei tagli cesarei che si stima essere in Italia al 33,2%. Inoltre l’eccessiva medicalizzazione è causata dalla mancanza sia sul territorio che in ospedale di figure sanitarie deputate agli interventi di prevenzione.
L’osteopata, secondo il profilo professionale, può svolgere autonomamente o in collaborazione con altre figure sanitarie interventi di prevenzione e mantenimento della salute attraverso il trattamento osteopatico, quindi può inserirsi nell’evento nascita e nel post parto accompagnando la donna durante la gestazione, e tramite il trattamento osteopatico darle sia le risorse necessarie a superare le trasformazioni fisiologiche in maniera serena ed autonoma, sia come prevenzione per ottimizzare le funzioni fisiologiche.
È noto che durante le 40 settimane di gestazione il corpo della donna va incontro a diversi cambiamenti strutturali necessari alla crescita del bambino. L’utero aumentando il suo volume va a creare degli adattamenti in tutti i distretti. I principali sono:
– dolori alla schiena
– dolori alle articolazioni, principalmente al pube
– disturbi della circolazione
– tensioni muscolari, soprattutto dello psoas e del diaframma
– compressione degli organi
– adattamenti ormonali che causano lassità (soprattutto nelle zone deputate a sostenere il peso come schiena bacino anche ginocchia e caviglie)
– dolore alla cervicale ed alla testa
– reflusso e disturbi della respirazione
Se questi adattamenti non sono compensati possono causare fastidi durante la gravidanza. Inoltre non è da sottovalutare la storia clinica passata della donna, la quale se ha subito traumi-incidenti- interventi chirurgici o soffre di patologie in generale andrà ad aumentare i compensi che aggraveranno la sintomatologia.
Il più comune è il dolore lombare che può irradiarsi anche alla natica, gamba o addirittura al piede. L’incidenza di questa problematica è del 62%, e nella maggior parte dei casi si presenta quando la crescita uterina diventa importante e quindi dal secondo trimestre fino a termine gestazione. Con il progredire della gravidanza questi cambiamenti hanno un profondo effetto sulla quotidianità della donna e possono perturbare la normale funzionalità di varie strutture.
Dato che l’incidenza è così alta ho voluto fare uno studio preliminare mirato a valutare come obiettivo se le donne sottoposte a trattamento osteopatico hanno una percezione ridotta del dolore rispetto alle donne che non ricevono il trattamento. Questo significherebbe che il trattamento osteopatico agevola le strutture corporee a compiere in maniera ottimale il loro compito assicurando una corretta mobilità del corpo, ed influisce sugli outcome materni e neonatali, in particolare una riduzione di parti operativi (cesarei, ventose), distocie, travagli prolungati, mal posizioni fetali ed infine ad un miglioramento del benessere neonatale.
Dallo studio è risultato che il trattamento osteopatico ha portato un enorme miglioramento sul livello di dolore avvertito in gravidanza, ed in alcuni casi la scomparsa totale di sintomi.
Si è inoltre evidenziata una diminuzione al ricorso del taglio cesareo nel gruppo che ha ricevuto il trattamento osteopatico.
Inoltre le donne che hanno ricevuto il trattamento osteopatico, hanno travagliato di media quasi 7 ore in meno rispetto alle donne che non hanno ricevuto alcun trattamento durante la gestazione. Nonostante non ci siano state delle complicazioni durante il parto, questo valore può essere indicativo del fatto che, non avendo preparato adeguatamente il corpo materno, i tessuti e le strutture abbiano impiegato più tempo all’adattamento delle fasi di dilatazione cervicale ed espulsione fetale.
I dati raccolti inerenti al benessere neonatale subito dopo il parto in entrambi i gruppi sono ritenuti estremamente positivi e permettono di fornire un primo giudizio circa l’efficienza delle funzioni più importanti del suo organismo.
L’azione del trattamento osteopatico non solo può dare benefici sulla percezione del dolore ma permetterà anche di vivere la gestazione in maniera serena, accompagnando la donna verso un parto il più possibile naturale e privo di complicazioni.
Dott.ssa Beatrice Martino
Ostetrica-Osteopata




